Violenza vola via

10 aprile 2019 - 21:30 - 23:00
Violenza vola via

In scena le attrici Elena Pistillo,Noemi Piccionello e la danzatrice Mara Rubino. Regia di Elena Pistillo

Tre donne: due attrici e una ballerina danno corpo e voce a storie di donne umiliate, ferite, massacrate. Pagine di dolore e di possibile rinascita che condurranno alla proiezione del corto Violenza Vola Via.
Lo spettacolo mescola la recitazione del qui ed ora con quella fissata in trasposizione filmica. A sua volta, il corto Violenza vola via (vincitore del primo premio alla terza edizione del Cefalù Film Festival, anche premiato come migliore voce narrante) coniuga un monologo teatrale di Gianfranco Perriera con le opere pittoriche di Simone Geraci.
Nello spettacolo, sintesi di arti diverse a confronto che dialogano (teatro, danza, pittura e cinema) la donna si tinge di rosso, nella sua allusione al sangue, alla passione, al fuoco, al ciclo che lega vita e morte. Storie dirette e realistiche, nello spazio scenico così articolato, assumono la forma simbolica propria dell’arte e anelano ad un mondo gentile e libero, al sogno in cui vogliamo credere, dove la violenza possa volare via in un altrove che non ci appartenga più, una volta reciso il filo di antichi retaggi culturali.

La donna da millenni è immagine e simbolo di una straordinaria gamma di contenuti: la vita, la rinascita, il sacrificio, la maternità, la bellezza, la seduzione, il peccato, la santità. L’arte ha come soggetto la donna in tutte le sue simbologie.
Eppure, la donna per secoli è stata, e continua ad essere, emarginata e soggiogata in un mondo dove il maschile ha organizzato il discorso del potere. Secondo un recente articolo della Repubblica, nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. Lo affermano le Nazioni Unite, secondo cui il fenomeno – noto come il gender pay gap – è “il più grande furto della storia”.
I retaggi culturali riguardano la vita di tutti noi. Essi portati alle estreme conseguenze sfociano in vili atti di violenza: molte donne, in casa, per strada, vengono molestate, maltrattate, violentate. Tanta violenza sempre nasce e cresce con la violenza psicologica – che è gravissima – e che spesso a sua volta nasce da una radicale conscia o inconscia opposizione a riconoscere PARI DIGNITA’ a tutti i sessi. Donna, omosessuale, uomo, bisessuale tutti siamo individui che chiediamo pari dignità. E’ chiaro che coloro che appartengono al sesso che atavicamente ritiene di aver diritto a maggiore importanza, non tutti per fortuna, alcuni esponenti di tale sesso, preferiscono mettere ai margini tutti gli altri. E molte donne, non tutte per fortuna anche in questo caso, atavicamente ritengono di dover stare ai margini.
Interrogarsi sul perché di tanta ottusa resistenza a riconoscere pari dignità al di là delle differenze di genere, interrogarsi sul perché di troppe barbarie è un dovere che abbiamo, da non relegare a giorni prestabiliti, come il 25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E’ purtroppo palese che, malgrado la nostra sia una civiltà cosiddetta evoluta, non abbiamo ancora recepito un grande insegnamento che Dora Russel ha tentato di lasciarci il secolo scorso, lei scriveva “alla base di tutto non c’è che uomini e donne appartengono a due sessi differenti, ma che sono entrambi esseri umani, e in quanto tali, dovrebbero condividere ogni conoscenza del mondo e farne la base della loro unione e dell’educazione dei figli”.

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