La storia musicale di Andrea Venezia, in arte VeneziA, comincia a metà degli anni 80 a Sciacca con lo studio EMME, frequentato fra gli altri da artisti siciliani oggi affermati come il pittore e scultore Rosario Bruno e noti membri dell’ “Antigruppo” Siciliano come il poeta Ignazio Navarra e il poeta e giornalista Nat Scamacca. Così era chiamata la sede creativa e il covo di un piccolo collettivo artistico di matrice anarco-punk e dallo slancio postmoderno, nato in una provincia arida e semi-desertica e naufragato presto in un mare di note, versi e colori. In quegli anni nascono i primi brani di un oscuro e sgraziato crooner, figlio del punk nichilista della Blank Generation e di un entroterra che lo terrà a lungo per se, nascosto dai riflettori e dalla luce del sole. Eseguiti all’epoca in contesti improvvisati o del tutto inappropriati, quasi a voler sconvolgere la quiete della piccola provincia del sud, molti brani verranno registrati solo all’inizio degli anni 90 a Catania e non vedranno la luce fino al 2009. In quell’anno viene pubblicato, in collaborazione con il Minervalab di Sciacca, “Dalle Macerie”, una raccolta di inediti e vecchie registrazioni di Andrea Venezia che in poco tempo sparge semi per il web. Con questo primo e ufficioso release, l’artista saccense guadagna il favore di una nicchia di fan nel panorama dell’underground nazionale e inizia un’attività live che lo porta ad aprire i concerti del Teatro Degli Orrori per volere dello stesso Pier Paolo Capovilla. Nel 2010 avviene l’incontro fra Andrea Venezia e Carlo Miles Prestia, manager e direttore creativo per Kill Surf City Mgmt, e i due intraprendono un lavoro di vero e proprio restauro e ristrutturazione dei brani e dell’intero progetto. Presto si forma la nuova line-up, che darà la svolta decisiva al progetto che vede entrare Donato Di Trapani (attualmente fuori con il suo progetto elettronico per la berlinese Trenton Records) a una diabolica sezione elettronica, ai timpani e ai sonagli, e Roberto Conigliaro (ex Fograss e attualmente nei Venus In Drops) dietro a una batteria suonata in piedi e dalla struttura anticonvenzionale: una grancassa capovolta, un timpano, un rullante, un crash, sonagli e ferraglie varie. Artista, musicisti e direttore creativo si chiudono in uno scantinato per tutto l’inverno del 2010 e così prende vita il nuovo sound dei VeneziA: percussioni pesanti per lunghi rituali vudù e cavalcate punk che si accompagnano a sferragliate di synth acidi e stridenti. Una formula che unisce Suicide, Dr. John e Wall of Voodoo, magicamente accompagnata dalle poetiche declamazioni di Andrea Venezia, che si destreggia nei suoi riff e nei suoi incendiari assoli di armonica, strumento in cui si è specializzato negli anni e che è, insieme alla sua voce ruvida, suo marchio di fabbrica. Nell’Aprile 2011 la band si classifica prima alle finali regionali di Italia Wave, aggiudicandosi il diritto di rappresentare la Sicilia al festival. A Giugno 2011 i VeneziA collaborano con l’artista palermitano Federico Lupo, che realizza un video su un drone di sintetizzatori e armonica, e a Luglio entra in studio con tutta la crew per registrare il suo primo album ufficiale insieme a Fabio Rizzo, front-man dei Waines e manager della palermitana 800A Records, nota per aver già lanciato Il Pan Del Diavolo.