Questa nuova serie di dipinti, ispirata da “The hollow men” di T. S. Eliot, presenta un acuto e attento scandaglio della condizione esistenziale umana, attraverso la contestuale esplorazione delle potenzialità rappresentative ed espressive insite nella corporeità. L’angosciosa e alienata condizione dell’uomo contemporaneo ridotto a un manichino impagliato, uomini vuoti senza identità e personalità, privi di ombra, di colore, di moto e di parola; dalle loro bocche escono solo mormorii senza senso che stridono come il vento tra le erbe secche o la zampa di un topo su vetri infranti. Esseri viventi moribondi che affollano una terra desolata, una terra morta e arida come loro, questa è la terra dei morti.