Stultifera Scientia Conversazione sulla “Nave dei Folli”di Bosch

9 gennaio 2020 - 19:00 - 21:00
Stultifera Scientia Conversazione sulla “Nave dei Folli”di Bosch

A cura di Valentina Rametta

La Nave dei folli è il titolo di un’opera letteraria di Sebastian Bradt pubblicata nel 1494, ed illustrata con incisioni attribuite ad Albrecht Durer. Una di esse sembra aver suggerito il tema iconografico del quadro omonimo di Hieronymus Bosch. Senza dubbio l’artista doveva conoscere i best-seller del proprio tempo, qual’era stata la Narrenschiffdi Brandt. Ed è suggestivo supporre, con prove indiziarie, che quella immagine raffigurante una sorta di equipaggio alla deriva di persone strambe, debba aver trovato in Bosch l’itineriario visuale per un’altra storia della paura.Paura di cosa? E’ sempre in causa il nulla dell’esistenza, il timore d’essere contagiati da un demone glossolalico. Il tema della Nave dei Folli era ben noto già dal tardo Medioevo: una corporazione di insensati destinata adapprodare a Narragonia, una moralizzata terra di Cuccagna dove non ci sono solo i folli, ma anche i malinconici, i giocatori d’azzardo, adulteri, viziosi, bestemmiatori, cinici, mentitori di professione. L’ingresso era destinato, per esempio, a un vescovo che aveva ipotecato il reddito per comprare il titolo religioso, oun alchimista che aveva sciolto nel crogiolo tutte lericchezze. Stolti, insensati, immorali, tutta la “follia” sociale raccolta dentro questa nave autopoietica, intersezione di vite che traboccano fuoridal mondo morale eche indica un’incrinatura, ancora appena percepibile, quella che sarà la grande linea di separazione nell’esperienza occidentale della follia.

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