Sanctificetur II

9 ottobre 2016 - 22 ottobre 2016 - 19:00
Sanctificetur II

Osservando Sanctificetur ci si trova davanti ad una galleria di uomini e donne ri-tratti in un amorevole inganno dell’artista, colti nell’attimo di maggior fragilità della posa, forse una distrazione, un pensiero di passaggio, così che i soggetti non perdono l’eleganza di chi concede la propria figura con pudore. […]

Ciascuna immagine è una narrazione implicita, non completamente svelata, che restituisce una fantasia/coscienza/retaggio dell’artista, popolata di fantasmi, di infantili figurine, di spettri generati da dettami evidentemente disattesi. […] I corpi hanno forme femminili e maschili che però sono vanificate dalla luce o da oggetti che le velano, talvolta volutamente le mortificano. Sono quasi tutti nudi, reali e idealizzati al contempo come nella ritrattistica classica […] Il concept dell’opera intera si evolve in direzione di una violenza sempre più esplicita, seppure nell’ ineffabilità del valore che tale violenza assume, fino al punto in cui il martirio si incarna, si impossessa delle sembianze stesse del soggetto, ne diventa il motore. C’è un dinamismo crescente nella serie. E c’è ironia, motivata dalla consapevolezza del tentativo di esprimere l’inesprimibile, di immortalare ciò che, proprio nell’atto di essere immortalato, si mostra estremamente umano e mortale. I Santi sono sempre dei morti. I ritratti dei Santi non possono che essere ritratti post mortem. La vitalità dei soggetti è pertanto commovente […]

Benedetto Galifi è nato a Palermo nel 1983. Autore di poesia come di prosa, nel 2008 pubblica “Corpus Domini”, la sua prima raccolta di versi inediti. Dello stesso anno è la pubblicazione della poesia “Dulcinea” sulla rivista letteraria “Della Soaltà”. Curatore di mostre e di rubriche letterarie, approda alla fotografia come un poeta che fotografa. Nel 2015 mette in mostra “Sanctificetur I”, che raccoglie la prima serie di foto in digitale dei “Santi”, ispirate dalle agiografie del Pitrè come dallo studio dei classici e dall’iconografia pop del ventesimo e ventunesimo secolo.