Dalle ore del crepuscolo, seduto a un tavolo del locale, il poeta Bardo Vincenzo Costantino (Cinaski) incontra a tu per tu ospiti e fan per donar loro poesia all’istante: un colloquio intimo, domande e risposte, una fugace conoscenza divengono «parole in regalo», ritratti in versi.

 

«Ci metto quel poco che sento e il contrario di quel poco che sento per scrivere a mano su piccola tela una poesia nata dall’incontro. Il pezzo sarà solo vostro, che voi l’avete scritto. Se l’amore non è eterno, la poesia sì».
Vincenzo Costantino

 

È un anno circa che Costantino gira l’Italia, alternando ai reading e agli spettacoli veri e propri le serate Parole d’altrove. Sebbene le sue siano rinomate per l’informalità e lo scambio continuo col pubblico, le letture prevedono sempre una distanza, una frontalità che genera, se non soggezione, per lo meno asimmetria. In questo caso, guidati dagli interrogativi e la curiosità dell’autore, si ha la possibilità di scambiare, uno a uno, singolarmente e in disparte, pensieri e passioni. E di osservare come da ciò che si è rivelato nascano versi e poi frasi e poesie che ci somigliano: «Un incontro informale, all’ombra di un bicchiere di vino. Non si improvvisa niente, si viene raggiunti, pochi alla volta»