di e con Mara Rubino
supervisione Quinzio Quiescenti

La vita di una barbona viene sconvolta da un misterioso cane , che le affiderà una missione, da lei dipenderà la sopravvivenza della specie umana.

“Si ergono barriere ed i confini sono sempre piu stretti. Lo stato di barbarie, il degrado dell’umanità, il fanatismo, le guerre, l’addomesticamento delle menti .
Il cervello umano apprende per differenzazione, la varietà di stimoli crea nuove connessioni ,possibilità da realizzare per evolversi .
La rivoluzione allora è l’inclusione dell’altro, la relazione con l’altro è il luogo del mio apprendimento. Vi contemplo il mio riflesso.
Da questa riflessione nasce la storia, una storia che usa l’immaginazione , l’incanto e l’ironia , indagando sul tema della relazione e dell’accoglienza, attraverso l’uso della teatralità del corpo e degli oggetti che si trasformano e si animano .
E’ proprio nei movimenti danzati del corpo che emerge lo spirito, un pensiero fuori dall’ego che si fa universale e tuttavia immanente alla carne del corpo ,uno slancio impermanente che rende possibile la Messa in scena di contropresenti alternativi,scenari surreali eppure quotidiani” M. Rubino