“Sono venuto, siamo venuti, per guadagnarci da vivere, per salvaguardare la nostra morte, guadagnare il futuro dei nostri figli, l’avvenire dei nostri anni già stanchi, guadagnarci una posterità che non ci faccia vergognare. Il tuo paese non lo conoscevo. E’ un’immagine, una tazza d’incenso, un miraggio, credo, ma senza sole. Il mio paese, i tuoi padroni lo conoscono bene. Ne hanno coltivato la terra, la migliore, la più fertile: e anche quando la terra opponeva resistenza, quando l’albero resisteva, con metodo, con calma, cominciavano a praticarvi una ferita.”.. T.B. Jelloun

La denuncia poetica contro il razzismo di Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino autore di testi al contempo visionari e concreti come “Creatura di sabbia”, “A occhi bassi” e “Notte fatale”, attraverso la voce e la presenza scenica stralunata e poetica di Peppe Lalicata, attore e regista palermitano che ha collaborato con i più grandi registi della città fra i quali Perriera e Scaldati.