Fabbrica 102 ospita Luigi Di Gangi (Teatri Alchemici), un artista che conduce la sua ricerca nelle arti visive su più fronti. Non uno spettacolo dunque ma una serie di opere, frutto di una personalità poliedrica e in continuo cambiamento. Così l’artista tenta di descrivere la propria opera, citando Goethe:
Insuscettibile di ravvedimento. Artista nonostante tutto.
Teatri verticali. Teatri verticali è una sfida. La sfida che l’arte dovrebbe sempre essere in grado di lanciare a chi si presta per raccoglierla. La verticalità è insieme il segreto e la chiave per accedere ad un linguaggio che aspira a non essere mai del tutto codificato, classificato. Accademizzato. Se l’artista è libero, l’arte è libera. E l’artista si riserva ancora, e nonostante tutto, uno spazio libero in cui frammentare e ricomporre la realtà. Una realtà che, nella sua verticalizzazione, aspira ad elevarsi e ad elevare chi ne partecipa, anche solo con lo sguardo. L’arte è l’anti doto e la cura al senso di spaesamento diffuso. Spaesando a sua volta, restituisce una verità in costruzione da riempire di significati.
“Per sfuggire al mondo non c’è niente di più sicuro dell’arte, e niente è meglio dell’arte per tenersi in contatto con il mondo (J. W. Goethe)”
INGRESSO LIBERO