Le fiabe di tradizione orale vengono dalla cultura popolare. E il popolo ha sempre avuto fame. Nelle fiabe il cibo è un obiettivo da raggiungere, oppure qualcosa che nasconde ricchezze inaspettate, spesso diventa elemento prezioso da condividere con generosità. Il cibo per eccellenza è il pane, che è nutrimento fisico e spirituale. Ma ci sono pure tovagliette magiche che fanno comparire pranzi luculliani, alberi che nascondono tazze di latte per fanciulle sperdute, grano che insieme a brillanti sgorga dai capelli di bambine coraggiose…
Il cibo, ma anche l’atto del mangiare in sé: inghiottire, divorare, ingurgitare, pappare… Sono infinite le storie in cui si finisce o si rischia di finire nella pancia di qualcuno.
Dal simbolo del cibo nutrimento dell’anima alla realtà dell’indigenza contadina, di ieri e di oggi. Come si mangia e chi si mangia nella narrazione popolare? Cosa mangiamo e chi mangiamo noi oggi? Cosa coltiviamo e in che modo? Siamo consapevoli del valore materiale e morale del nostro rapporto con il cibo?
In viaggio nella Germania dei fratelli Grimm, nella Sicilia di Laura Gonzenbach (svizzera di lingua tedesca) e Giuseppe Pitrè, e nelle campagne siciliane di ieri e oggi.