Presentazione pubblica del progetto “Ignudi” da e su Luigi Pirandello, drammaturgia da Vestire gli Ignudi, Arte e Scienza, La Tragedia di un Personaggio.

 

Un percorso su Pirandello, dalle pratiche di analisi e gioco teatrale di Anatolij Vasil’ev portate da Nicola Bibi Ciammarughi (allievo del Maestro russo) e dalle tecniche psichiche di immaginazione, emotività e sensibilità di Juan Carlos Corazza di cui Federica Cuccia è allieva e praticante.

 

Obiettivo dell’incontro è mostrare frammenti del lavoro ed alcune delle pratiche, parlare del progetto, porre questioni agli spettatori. Ad un unica condizione: che siate presenti personalmente.

 

“Siate sinceri: a voi non è mai passato per il capo di volervi vedere vivere. […] Siete nella beata illusione che gli altri, da fuori, vi debbano rappresentare in sé come voi a voi stessi vi rappresentate.[…] Ma è forse la coscienza qualcosa d’assoluto che possa bastare a stessa? Se fossimo soli, forse sì. Ma allora, belli miei, non ci sarebbe coscienza. Purtroppo, ci sono io, e ci siete voi. Purtroppo. […]

Ci vorrebbe un po’ più d’intesa tra l’uomo e la natura. Troppo spesso la natura si diverte a buttare all’aria tutte le nostre ingegnose costruzioni. Cicloni, terremoti…Ma l’uomo non si dà per vinto. Ricostruisce, ricostruisce, bestiolina pervicace. E tutto è per lui materia di ricostruzione. Perché ha in sé quella tal cosa che non sa che sia, per cui deve per forza ricostruire, trasformare a suo modo la materia che gli offre la natura ignara, forse e, almeno quando vuole, paziente.
Ma si contentasse delle cose…! Nossignori. L’uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa.” (Uno, Nessuno e Centomila, Luigi Pirandello)