Blob Machine - Ghezzi, Giusti e la tv “fine di mondo”

22 dicembre 2019 - 23 dicembre 2019 - 19:00
Blob Machine – Ghezzi, Giusti e la tv “fine di mondo”

BLOB MACHINE
Ghezzi, Giusti e la tv “fine di mondo”

a cura di Umberto Cantone

Programma:
h.19.00 Presentazione Umberto Cantone
Proiezione BLOB prima puntata firmata da Enrico Ghezzi e Marco Giusti(15’)

A seguire: Proiezione no-stop BLOBBONE 11 SETTEMBRE 2001

Una maratona d’immagini per celebrare il trentennale dell’invenzione più deflagrante e ipnotica,più provocatoria e perturbante della televisione nostrana.
Il 17 aprile 1989 andò in onda sulla Raitre dello sperimentatore Angelo Guglielmi la prima puntata di BLOB, un varietà situazionista che avrebbe dovuto essere la versione televisiva di “Mattinale”, quotidiana rubrica di collage giornalistico del Manifesto. Grazie agli ideatori Enrico Ghezzi e Marco Giusti, provenienti dalla critica cinematografica come gran parte dei pregevoli autori dei primi anni (ricordiamo almeno i compianti Ciro Giorgini e Marco Melani), BLOB si trasformò fin dalle origini, oltre che nel format più longevo e rivoluzionario della storia, in una specie di irresistibile psicodramma serale per lo spettatore della “tv del giorno prima”. Da allora in poi, giorno dopo giorno, fino a oggi per circa 9.300 puntate, continuiamo a consumare divertendoci un corpo a corpo con il più fluviale, ironico, tendenzioso romanzo critico sull’Italia degli ultimi decenni. Un romanzo che è anche (sostiene Ghezzi) un efficace autoritratto della tv e di noi stessi. Insomma, BLOB ci riguarda tutti. Ed è per festeggiarlo degnamente che la serata alla Fabbrica 102 propone come singolare “candelina” la proiezione della prima, storica puntata, quella del 17 aprile di 30 anni fa.
Il BLOB numero uno che si apre, mescolando cartoon e personaggi in carne e ossa per consegnarli alla stessa astrattezza, con Mino Damato, e prosegue (tra l’altro) con Hitler alla Wolfsschanze, Gianfranco D’Angelo nei panni di Giuliano Ferrara, e poi Costanzo, Baudo, Montanelli…
La tentazione di una maratona infinita era forte (si calcola che per assistere all’intero corpus di BLOB prodotto occorrerebbero più di tre mesi interi): la Fabbricasi limita a proporre, in unano-stop fino allo sfinimento degli spettatori, il fluviale BLOBBONE sui giorni dell’11 settembre 2001, che è forse la discesa nel Maelström di Ghezzi e compagni. Parliamo delle puntate che esaltarono, amplificandolo, il caos emotivo di noi spettatori di fronte alla catastrofe delle Twin Towers, l’evento irreale più reale d’inizio millennio, il trauma spartiacque che segnò una nuova crepuscolare fase della nostra (occidentale)“crisi infinita”.